Parchi del Ducato
Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale
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Firmata Convenzione con Università di Parma

Collaborazione per riqualificazione ambienti fluviali di Taro e Trebbia

(06 Febbraio 2019) - Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell'accordo che consentirà al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale di incrementare le attività di ricerca nell'ambito delle scienze naturali e geologiche e di istituire borse di studio

È stata firmata la Convenzione tra l'Università di Parma e l'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Emilia Occidentale che avrà per oggetto la collaborazione tra i due Enti finalizzata alla raccolta e all'utilizzo di dati e conoscenze per la riqualificazione degli ambienti fluviali del Taro e del Trebbia nell'ambito di processi condivisi con il mondo agricolo e industriale.

In base all'accordo, il Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell'Università di Parma si impegna a svolgere attività di interesse comune, tra le quali i campionamenti mirati per la preparazione e l'elaborazione di dati per l'aggiornamento di modelli idrogeologici, il monitoraggio degli habitat fluviali, l'aggiornamento della cartografia, monitoraggi ittiofaunistici e altre attività tecnico-scientifiche con importanti ricadute sul territorio delle province di Parma e Piacenza.

Sono intervenuti il Rettore dell'Università di Parma Paolo Andrei, il Pro Rettore per la Terza Missione Fabrizio Storti, il Coordinatore della Convenzione Francesco Nonnis Marzano e il Presidente dell'Ente Parchi del Ducato, Agostino Maggiali.

La convenzione rappresenta un accordo tra enti istituzionali laddove l'Ente Parchi riconoscerà al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell'Università di Parma un contributo finanziario per l'istituzione di assegni di ricerca o altre forme di retribuzione previste dalla legge 240/2010 e successive modificazioni, inerenti all'oggetto dell'accordo.

La Convenzione avrà durata fino a dicembre 2020 e cercherà, nell'ambito di processi condivisi tra enti pubblici e i portatori di interesse locali (associazioni, imprenditori, consorzi ecc.), di proporre soluzioni per una migliore gestione della risorsa idrica che contempli la sostenibilità ambientale senza penalizzare gli aspetti economici territoriali anche in considerazione delle problematiche emergenti portate dai cambiamenti climatici e dall'eccessiva urbanizzazione degli alvei fluviali.


 

 

La convenzione con l'Università di Parma nasce dalla volontà dell'Ente Parchi di cercare soluzioni alle alterazioni del regime idrologico e in particolare alle sue cinque componenti, fondamentali per la regolazione dei processi ecologici negli ecosistemi dei corsi d'acqua, che sono:

1.         la portata complessiva;

2.         la frequenza di una certa condizione di deflusso;

3.         la durata di una certa condizione di deflusso;

4.         il periodo dell'anno in cui una certa condizione di deflusso si presenta;

5.         la rapidità di variazione da una condizione di deflusso ad un'altra.

Le alterazioni alle cinque componenti sopra elencate, indotte dalle opere e da altre azioni antropiche, influiscono in senso negativo sullo stato di qualità dei corpi idrici:

• per quanto riguarda lo stato di qualità chimico-fisica dell'acqua dei corpi idrici, nei periodi di magra con bassi valori di portata complessiva, dovuti a scarse precipitazioni, ridotta capacità di infiltrazione, o a eccessivi prelievi, si riduce la capacità di diluire i carichi di sostanze inquinanti e il grado di ossigenazione delle acque necessario, oltre che per la vita acquatica, anche per i processi metabolici di degradazione delle sostanze organiche;

• per quanto riguarda lo stato delle comunità biotiche sia acquatiche sia ripariali, la regolazione artificiale dei deflussi altera gli spazi naturali a disposizione per i loro diversi cicli vitali (habitat), generalmente con una conseguente riduzione del numero di specie (biodiversità). A questo si somma il blocco dei movimenti migratori della fauna ittica in corrispondenza delle opere prive delle strutture di mitigazione (es: sistemi per i passaggi dei pesci);

• per quanto riguarda la dinamica morfologica del corso d'acqua, questa viene alterata sia attraverso la modifica dei deflussi sia attraverso il blocco del naturale trasporto di sedimenti.

Scopo della convenzione sarà anche quello di trovare soluzioni alle problematiche connesse alle specie ittiche dei corsi d'acqua, che attualmente risentono dei seguenti fattori di minaccia:

• alterazioni degli alvei fluviali che riducono i substrati idonei alla deposizione dei gameti (Lasca, Vairone, Cobite, Barbo, Barbo canino);

• eccessive captazioni idriche che riducono la portata dei corsi d'acqua in periodo estivo (Vairone, Barbo canino).

 

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I firmatari della Convenzione. A sinistra il Presidente dei Parchi del Ducato, Maggiali e a destra il Magnifico Rettore dell'Università di Parma, Prof. Paolo Andrei - Foto Ufficio Stampa Università
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Un momento della conferenza stampa. Da sinistra: Presidente dei Parchi del Ducato, Maggiali; Magnifico Rettore dell'Università di Parma, Prof. Paolo Andrei, Prof. Storti e Prof. Nonnis Marzano - Foto Ufficio Stampa Università
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Parco del Taro Corriere piccolo Foto Antonio Arnanno