Parchi del Ducato
Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale
Parco dello Stirone e del Piacenziano
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Sentiero La Bocca-Tre Pioppi

Area Stirone

A piedi         Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: panorama Elevato interesse: religione Elevato interesse: storia 
  • Tempo di percorrenza: 2 ore 30 minuti
  • Difficoltà: semplice percorso in piano
  • Lunghezza: 4 km

Una passeggiata naturalistica lungo il torrente Stirone
E' possibile partire dal Centro Visite o dal parcheggio dell'area di sosta "La Bocca" seguendo la strada ghiaiata principale che si inoltra nel fitto della vegetazione ripariale. Qui pioppi neri, pioppi bianchi, querce, olmi, ciliegi, prugnoli, noccioli, sanguinelle, biancospini e rose selvatiche fanno da sovrani intervallati, di tanto in tanto, da piante alloctone quali l'Ailanto e la Robinia, che alla fine di maggio inonda il Parco con il profumo dei suoi fiori bianchi a grappolo.
Dal parcheggio si diparte anche un itinerario per le persone diversamente abili che, costeggiando l'area attrezzata, si sviluppa nel bosco ripariale giungendo al torrente Stirone.
Dopo qualche centinaio di metri si abbandona il percorso principale per addentrarsi ancora più nel cuore del Parco. L'intrico della vegetazione e i canti dell'Usignolo e del Rigogolo rendono ancor più spettacolari in primavera gli scorci del torrente.

Seguendo il tracciato si giunge alla seconda area di ristoro, ideale per una breve pausa prima di riprendere il cammino sulla strada principale, che costeggia spazi più aperti, ove si formano prati di graminacee caratterizzati dalla presenza di dense macchie cespugliose di ginestre, salici e rose selvatiche e da diverse specie erbacee quali Timo, Artemisia, Vedovella dei prati e orchidee: questa è la zona delle praterie aridofile, dove il suolo è caratterizzato da sedimenti grossolani, drenati, fortemente illuminati e caldi.
Ci si riimmerge nel bosco ripariale che, in primavera, quando gli alberi non hanno ancora sviluppato le foglie, è particolarmente ricco di specie della cosiddetta "flora effimera" rappresentata in particolare da anemoni bianchi e gialli, denti di cane, fegatelle, pervinche, bucaneve, primule e viole.
D'improvviso compaiono gli affioramenti fossiliferi del Miocene superiore (datati a circa 8 milioni di anni fa), presenti in rocce sedimentarie argillose-sabbiose di origine marina, che caratterizzano l'ultima parte del percorso prima di giungere alla località denominata "Tre Pioppi" per la presenza fino a qualche anno fa di tre pioppi ultracentenari. Oggi solamente uno di essi è rimasto in piedi mentre gli altri due, caduti a distanza di qualche mese, giacciono sul terreno rendendo il luogo molto affascinante e veramente particolare, nonostante il grande squarcio creatosi nella continuità del bosco. Il Parco ha deciso di lasciarli in loco anche per permettere al visitatore di ammirarne le possenti radici, il lungo tronco e la maestosa chioma.
Di fronte alla zona dei Tre Pioppi, al di là della staccionata, è presente un intervento di ingegneria naturalistica realizzato dall'area protetta nel 1996 per risistemare un tratto di sponda caratterizzato dalla presenza di una vecchia discarica di inerti. Il ritorno può essere percorso sul sentiero più esterno che riconduce al punto di partenza.

Pioppo crollato
Pioppo crollato