Parchi del Ducato
Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale
Parco Fluviale del Taro
Home » Aree Protette » Parco Fluviale del Taro » Il Parco... da vivere » Cammina nel Parco

Sentiero Le Chiesuole

Itinerario 7

A piedi         Elevato interesse: fauna 
  • Tempo di percorrenza: 1 ore
  • Difficoltà: facile
  • Lunghezza: 1 km

Come si raggiunge
Da Collecchio in direzione Madregolo/Via Emilia si supera l'incrocio fra Via Notari e Strada Consortile e si prosegue lungo Via Roma. Si svolta alla prima strada a sinistra dopo l'incrocio (Via Varra Inferiore) e si prosegue fino in fondo alla strada, che porta direttamente all'Oasi.

Cosa si può osservare
Dalla torre si controlla tutta la zona umida, un vero paradiso per il birdwatching. Il grande lago è originato dall'acqua di falda che affiora nel bacino prodotto dall'estrazione della ghiaia. Una lunga e complessa attività di ripristino ha portato alla creazione di questo ambiente artificiale dove la natura si sta prendendo una rivincita, colonizzando rapidamente i diversi habitat. A monte, un sistema di canali alimentati  dalle sorgenti di terrazzo, consentono di mantenere tutto l'anno un substrato umido favorendo così la crescita delle cannucce palustri, delle tife e dei giunchi. Piccoli trampolieri sondano con i loro sensibili becchi i limi, i rallidi si appoggiano sul fondo dei canneti ed emettono i loro richiami ben celati dalla vegetazione palustre. Nelle pozze e nei canalicoli si riproducono i tritoni, le precoci rane dalmatine e le più tardive raganelle. A valle dell'argine che delimita il saliceto, si apre lo specchio più profondo dove sostano a centinaia le anatre, le folaghe, i cormorani e lo svasso maggiore. Nei periodi migratori e nel corso dell'inverno spesso capitano uccelli rari, come la moretta tabaccata, e talvolta anche specie  accidentali. Sono state realizzate, con l'aiuto di preziosi volontari, delle strutture galleggianti in legno "zattere", per favorire la nidificazione delle sterne; il progetto ha avuto un enorme successo, infatti, tutte le zattere sono state utilizzate dalle coppie di sterne che hanno costruito il loro nido su di esse.  Il percorso, di cui una parte è fruibile anche dai portatori di handicap, collega il capanno a sud e l'aula didattica a nord.